mar 05 2010

Non solo libri

Categoria: DVD, Formazione Monfortmoretto @ 09:28

Gli intoccabili

Un film di Brian De Palma. Con Sean Connery, Robert De Niro, Kevin Costner, Andy Garcia, Billy Drago.Titolo originale The Untouchables. Drammatico, durata 119 min. – USA 1987.

INTOCCABILIGli intoccabili sono un gruppo di agenti scelti e guidati da Eliot Ness (Kevin Costner) che nella Chicago degli anni del proibizionismo si mettono contro la banda di Al Capone (Robert De Niro). De Palma riprende i personaggi di una celebre serie tv degli anni ‘50 e ne fa un dramma poliziesco che porta il suo inconfondibile segno. La scena della stazione, con la carrozzina che avanza senza controllo giù per la scalinata, è un piccolo gioiello registico. Sean Connery, nei panni del poliziotto Jim Malone, guadagna il primo e unico Oscar della sua carriera come miglior attore non protagonista.(Recensione di  Tirza Bonifazi Tognazzi) http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=12153

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mar 05 2010

Non solo libri

Categoria: DVD, Formazione Monfortmoretto @ 09:18

Ragione e sentimento

ragione e sentimentoUn film di Ang Lee. Con Emma Thompson, Hugh Grant, Kate Winslet, Alan Rickman, Greg Wise. Titolo originale Sense and Sensibility. Commedia, Ratings: Kids+16, durata 135 min. – Gran Bretagna 1995

Nell’Inghilterra del primo Ottocento, angustiate da improvvise ristrettezze economiche, le due sorelle Dashwood cercano di trovare il marito giusto. Ci riescono. Da un romanzo (1811) di Jane Austen, sceneggiato e dialogato da Emma Thompson, diretto da A. Lee (Li Ang), cinese di Taiwan trasferito a Hollywood, è il raro caso di una storia lacrimosa che si risolve in una commedia appoggiata all’ironia e all’umorismo. Tutto è molto english, ma qualcosa di orientale c’è nella sapienza con cui sono inquadrati i paesaggi, le residenze, i cieli, le piogge inglesi. Al servizio di un gruppo di personaggi dove i deboli sono gli uomini c’è un’affiatata squadra di attori inglesi. Non è esclusa dagli elogi E. Thompson che a 36 anni impersona la diciannovenne Elinor, così degna nel suo self-control. Orso d’oro a Berlino 1996, 2 Globi d’oro, 7 nomination agli Oscar e una statuetta per la sceneggiatura della Thompson che, caso più unico che raro, era candidata anche come attrice.

il MORANDINI
di Laura, Luisa e Morando Morandini

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feb 26 2010

Non solo libri

Categoria: DVD, Formazione Monfortmoretto @ 15:34

La strana coppia

Un film di Gene Saks. Con Jack Lemmon, Val Avery, Walter Matthau, Iris Adrian, John Fiedler.Titolo originale Odd Couple. Commedia, durata 105 min. – USA 1968.

strana coppiaDivorziato che vive (quasi felicemente) da solo ospita un amico, ancora dolorante per la sua recente separazione, ma la convivenza si trasforma in una specie di matrimonio di cui ha gli inconvenienti più che i vantaggi. Scritto da Neil Simon che adattò un suo grande successo (1965) di Broadway, è il raro caso di una commedia che migliora passando dal palcoscenico allo schermo. Scontati gli elogi ai 2 protagonisti e ai loro comprimari, almeno una parte del merito spetta a G. Saks.

il MORANDINI
di Laura, Luisa e Morando Morandini

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feb 26 2010

Non solo libri

Categoria: DVD, Formazione Monfortmoretto @ 15:26

Caccia al ladro

Un film di Alfred Hitchcock. Con Cary Grant, Charles Vanel, Grace Kelly, Brigitte Auber.Titolo originale To Catch a Thief. Giallo, Ratings: Kids+16, durata 105 min. – USA 1955.

caccia al ladroDa un romanzo di David Dodge. Famoso ladro di gioielli, John Robie, detto il Gatto, che vive agiatamente in ritiro sulla Costa Azzurra, vuole catturare un ladro che imita il suo vecchio stile. Effervescente come lo champagne, perfetto come un cronometro. Hitch lo girò in pieno relax e buonumore, lasciando spazio all’improvvisazione. Straordinaria la fotografia di R. Burks in Vistavision, che vinse l’Oscar. Come in La congiura degli innocenti, dialogo tambureggiante di J.M. Hayes.

il MORANDINI
di Laura, Luisa e Morando Morandini

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feb 26 2010

Non solo libri

Categoria: DVD, Formazione Monfortmoretto @ 15:00

Rosemary’s Baby

Un film di Roman Polanski. Con Mia Farrow, John Cassavetes, Ruth Gordon, Sidney Blackmer, Maurice Evans.Titolo originale Rosemary’s Baby. Horror, durata 137 min. – USA 1968.

rosemaryRosemary Woodhouse (M. Farrow) sospetta una congiura demoniaca contro la creatura che porta in grembo, organizzata, con la complicità del marito attore (J. Cassavetes), dagli arzilli Castevet (R. Gordon, S. Blackmer), coinquilini-stregoni mimetizzati negli abiti della borghesia di New York. Realtà o psicosi? Il polacco R. Polanski – al suo 1° film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di Ira Levin, ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell’ambiguità fino a farne la struttura portante della narrazione. È “un incubo cinematografico dove la possibilità di orientarsi tra fantastico e reale è persa sempre, mentre resta a dominare la scena la sensazione di angoscia ridotta al grado zero e perciò ancor più inquietante” (Stefano Rulli). Oscar per R. Gordon. Prodotto da William Castle per la Paramount, ebbe un seguito TV: Look What Happened to Rosemary’s Baby (1976), rititolato Rosemary’s Baby II di nessun interesse.

il MORANDINI
di Laura, Luisa e Morando Morandini

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feb 26 2010

Non solo libri

Categoria: DVD, Formazione Monfortmoretto @ 14:48

Io e Annie

Un film di Woody Allen. Con Woody Allen, Diane Keaton, Tony Roberts, Carol Kane, Paul Simon.Titolo originale Annie Hall. Commedia, durata 94 min. – USA 1977.

io e annieAlvy Singer , sguardo in macchina, ci racconta le sue riflessioni sulla vita e sulla morte e sulla fine del suo rapporto con Annie. Fin da piccolo soffriva di qualche depressione relativa al timore dell’espansione dell’universo e anche a causa della sua abitazione situata sotto le montagne russe del Luna Park. Il suo interesse per l’altro sesso era già vivo all’epoca. Divenuto adulto è ora un comico di successo che la gente riconosce per la strada. Le sue ossessioni hanno subìto una trasformazione: ora si sente vittima dell’antisemitismo. Con Annie le cose non vanno bene: arriva in ritardo al cinema (lui odia vedere i film già iniziati) e non ha voglia di fare l’amore. Alvy intreccia il passato prossimo con il presente mostrandoci le fasi del fallimento della sua relazione con Annie. I due si erano conosciuti durante una partita di tennis, l’amore era nato di lì a poco. Alvy aveva spinto Annie a vincere le proprie insicurezze che però permanevano, legate anche alle diverse origini familiari. Lui con famiglia rigorosamente litigiosa ed ebrea; lei di famiglia benestante e fortemente antisemita. Annie trova però finalmente il coraggio per esibire le proprie doti di cantante e viene notata da Tony Lacy, un importante produttore californiano. Tra abbandoni e riconciliazioni Annie e Alvy affrontano un viaggio in California per un provino. Lui non sopporta né i luoghi né il mondo dei discografici mentre lei ne è entusiasta. I due si separeranno definitivamente anche se Alvy, che sente profondamente la mancanza della ex compagna, torna a cercarla. Riesce così a comprendere che Annie vive ormai una vita completamente nuova. La loro storia diventerà una commedia scritta da lui con un finale un po” più lieto di quello reale. Il film si conclude con un nuovo monologo di Alvy sull’assurdità ma anche sull’importanza dei rapporti umani. Amore, morte, rapporti umani e, per la prima volta in modo così marcato, la contrapposizione tra New York (che poi si restringerà a Manhattan) e il resto del mondo. Ma prima conviene ricordare alcuni elementi relativi alla realizzazione del film. Il titolo avrebbe dovuto essere, nelle intenzioni di Allen, Anhedonia (termine che sta ad indicare la difficoltà a provare piacere nella vita) ma probabilmente il termine viene ritenuto troppo criptico per il pubblico. L’intermezzo costituito dalla scena di animazione, che si rifà alla striscia che compariva all’epoca su alcuni quotidiani viene curato da Chris Ishii, noto per aver realizzato i cartoni animati che avevano come protagonista l’ultramiope Mister Magoo. Ha poi inizio (anche se se ne erano già avute avvisaglie in Bananas) la serie delle partecipazioni illustri o dei ruoli affidati ad attori che “saranno famosi’: Marshall McLuhan nel ruolo di se stesso, il conduttore televisivo Dick Cavett, Christopher Walken, Shelley Duvall, Carol Kane, Beverly D’Angelo, Jeff Goldblum e Sigourney Weaver. Quest’ultima (che acquisirà fama internazionale con Alien) si vede affidare il ruolo della prima moglie di Alvy ma vi deve rinunciare per un precedente impegno teatrale ed è così costretta a recitare in una parte molto piccola. Il soggetto nasce come una storia “gialla” ma prende poi un‘altra strada. Il giallo in salsa rosa ( Misterioso omicidio a Manhattan) tornerà a fare la sua comparsa (non casualmente) nel film che segna il nuovo sodalizio tra Allen e la Keaton, dopo le vicende familiari del regista che lo conducono alla separazione da Mia Farrow . Al film verranno assegnati gli Oscar come miglior film, miglior regia, miglior attrice protagonista, miglior sceneggiatura originale. Allen non sarà presente alla cerimonia perché “chi è che può decidere quale sia il migliore? Credo sarebbe meglio se i rappresentanti dell’industria cinematografica s’incontrassero ogni anno e, in modo solenne, dicessero soltanto: “Questi sono i nostri preferiti tra i film di quest’anno! Tutti noi votiamo e questi sono i nostri cinque film preferiti”. Non il miglior film, perché tutti i film che hanno ricevuto la nomination sono così diversi, ognuno a suo modo”. Il dato però più interessante si trova nel titolo: Annie Hall. Hall è il vero cognome della Keaton che è la compagna del regista e sul set utilizza il suo vero guardaroba: più di una domanda sul ritornante autobiografismo alleniano si riaffaccia nella mente dello spettatore avvertito. Allen conferma, anche se a modo suo: “C’è un aspetto chiaramente autobiografico nel film. Ho pensato al sesso fin dai miei primi accenni di coscienza” (The New York Times”,1977). Ma non è il sesso a dominare la scena o, perlomeno, non da solo (anche se Alvy/Woody si riserva la battuta: “ Sono uno dei pochi maschi che soffre di invidia del pene”). Il Woody narrante interpella direttamente lo spettatore coinvolgendolo come già aveva fatto in Amore e guerra ma in modo molto più immediato: non c’è più il passato, con tutte le sue possibilità di camuffamento, a fare da filtro. Woody torna a misurarsi con l’oggi consapevole, al contempo, della contingenza e dell’universalità dei temi trattati. Ne costituisce indizio preciso proprio la decisione di rivolgersi direttamente al pubblico con la tecnica dello “sguardo in macchina’. Questa interpellazione diretta chiama in gioco lo spettatore al quale ci si indirizzerà nuovamente nel corso del film e anche alla fine per tracciare una sorta di bilancio dell’incomparabile assurdità della vita. Allen rievoca così esplicitamente (inserendo poi altri due accenni nel corso della narrazione) la sua attività di stand up comedian chiamato ad esibirsi nelle situazioni più differenti, dalla riunione politica all’assemblea universitaria. È quanto Annie ha timore di fare: canta ma teme la distrazione di un pubblico da piano bar, è un groviglio di dubbi e insicurezze che cerca di sublimare con il “la-di-da” che costituisce la sua interiezione preferita o con la guida spericolata di una Volkswagen che sa tanto di Europa.
La coppia per Allen, in questa fase, è destinata al fallimento perché intrinsecamente impossibilitata a crescere. Che si tratti dell’attivista politica con cui si cerca di evitare di passare ai fatti nascondendosi dietro il ventaglio di ipotesi sull’assassinio di Kennedy o dell’intellettuale in ascesa che è troppo presa dal suo entourage per pensare ad altro, le alchimie non funzionano. Con Annie tutto sembra diverso. Con lei forse è possibile sperare, inventarsi una sorta di ruolo di Pigmalione (che si ripresenterà in Manhattan e, con toni diversi, in Mariti e mogli). Ma la sconfitta è generalizzata. Se non si possono sopportare gli pseudointellettuali che ti gridano nell’orecchio la loro ignorante prosopopea (con tanto di intervento da deus ex machina di Marshall MacLuhan in persona) altrettanto accade con l’ambiente musicale californiano. Alvy è un “non adatto” che sente fortemente il peso delle proprie origini ebraiche. Annie lo presenta alla propria famiglia, fortemente antisemita. Alvy, a sua volta, la presenta alla propria, ebraicamente vociante e litigiosa. Ma è in quella strada vuota, dopo che l’inquadratura è stata spesso “riempita” da parole e persone, che trova il proprio segno connotativo il film. Da un esterno privo di esseri umani sulla cui immagine si racconta una barzelletta con commento amaro, si passerà a un interno altrettanto deserto quanto geometricamente perfetto nella prima inquadratura di Interiors.
Allen lavora in modo se possibile ancor più esplicito che nel passato sui codici espressivi. La lunga conversazione con l’amico Rob viene realizzata con la macchina da presa che attende immobile i due che sono sagome sullo sfondo ma la cui voce è già presente in una sorta di primo piano sonoro. È il primo esperimento di piano sequenza che vedrà in seguito ulteriori sviluppi.

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feb 26 2010

Non solo libri

Categoria: DVD, Formazione Monfortmoretto @ 14:04

La finestra sul cortile

Un film di Alfred Hitchcock. Con Raymond Burr, Thelma Ritter, Wendell Corey, James Stewart, Grace Kelly. Titolo originale Rear Window. Thriller, Ratings: Kids+16, durata 112 min. – USA 1954.

finestra sul cortileFotoreporter costretto all’immobilità per una frattura alla gamba inganna il tempo spiando i vicini. Convinto di avere scoperto un assassino nella casa dirimpetto, riuscirà, con l’aiuto della fidanzata, a far luce su un delitto. E a rompersi l’altra gamba. Tratto da un racconto di Cornell Woolrich e sceneggiato da J.M. Hayes (che per Hitchcock ha scritto anche Caccia al ladro, La congiura degli innocenti e L’uomo che sapeva troppo), è un classico (per alcuni “il” classico) di Hitchcock, uno dei suoi film più armoniosi e meglio costruiti, un capolavoro di economia e di ingegnosità che agisce come una pentola a pressione: nulla viene disperso in pezzi di bravura e in virtuosismi. “È il film dell’indiscrezione, dell’intimità violata e sorpresa nel suo carattere più ignobile, della felicità impossibile, della biancheria sporca che si lava in cortile, della solitudine morale: una straordinaria sinfonia della vita quotidiana e dei sogni distrutti” (F. Truffaut). 3 nomination agli Oscar: sceneggiatura, regia, fotografia di R. Burks.

il MORANDINI
di Laura, Luisa e Morando Morandini

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feb 26 2010

Non solo libri

Categoria: DVD, Formazione Monfortmoretto @ 14:01

Velluto blu

Un film di David Lynch. Con Isabella Rossellini, Kyle MacLachlan, Dennis Hopper, Laura Dern, Hope Lange. Titolo originale Blue Velvet. Thriller, durata 120 min. – USA 1986.

velluto bluUn giovanotto apre una porta proibita e si trova nel gorgo di un mondo bizzarro (violenza, droga, omosessualità, sadomasochismo, depravazione) dove ciascuno è succubo di qualcun altro. Il regno del Male? Torbido, insolito, affascinante film che conferma la predilezione visionaria di Lynch per l’immaginario perverso, l’anormale e il mostruoso che si cela sotto la superficie dell’America odierna. Memorabile Hopper, ma Stockwell non gli è da meno.

il MORANDINI
di Laura, Luisa e Morando Morandini

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feb 25 2010

Non solo libri

Categoria: DVD, Formazione Monfortmoretto @ 18:19

Mulholland Drive

Un film di David Lynch. Con Justin Theroux, Naomi Watts, Laura Harring, Ann Miller, Robert

Noir, durata 145 min. – Francia, USA 2001.

mulholland driveMulholland Drive è una lunga e vecchia strada di Los Angeles: nasce nel deserto, attraversa i quartieri ricchi e finisce a strapiombo sulla costa di Malibù. Bisognerebbe ricordarsi di questa simbologia per cercare di dare un senso all’ultimo onirico ed enigmatico film di David Lynch. Quella che il regista stesso ha definito come “una semplice storia d’amore nella città dei sogni” è in realtà un intricato enigma sospeso tra allucinazione e realtà, con un tocco di nostalgia per il noir degli anni ‘40 ed una aperta ostilità verso l’attuale star system. Rita è un’avvenente bruna sopravvissuta ad un incidente d’auto in seguito al quale ha però perso la memoria, Betty un’aspirante attrice di belle speranze che la ospita nel proprio appartamento e se ne innamora. Le due protagoniste cercano di far luce sull’amnesia di Rita, per scoprire che in realtà niente è come sembra… Film astratto, con una straordinaria potenza visiva, è nello stesso tempo affascinante e disturbante. Difficile trovare una chiave di lettura razionale. E difficile descriverlo. Seguendo il linguaggio dei sogni voluto dal regista, bisognerebbe limitarsi a viverne le emozioni.(Recensione di nelly Baiamonte)

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feb 25 2010

Non solo libri

Categoria: DVD, Formazione Monfortmoretto @ 18:18

Lezioni di piano

Un film di Jane Campion. Con Holly Hunter, Harvey Keitel, Sam Neill, Anna Paquin, Cliff Curtis

Sentimentale, durata 119 min. – Australia, Francia 1993.

lezioni di pianoPalma d’Oro, ex aequo, al Festival di Cannes. L’originale regista di Sweetie e Un angelo alla mia tavola debutta nel grande cinema ufficiale. Ciò comporta co-produzioni, grandi nomi, capitali cospicui e una storia di buona presa per il pubblico. Ma la Campion mantiene intatta la sua personalità di autrice. Purtroppo la bravura tecnica questa volta sfiora il manierismo. Ancora una volta la protagonista è una donna con problemi di comunicazione con gli altri. È muta, vedova con una figlia, e per convenienza familiare deve sposare uno sconosciuto. Si trasferisce con lui in un’isola sperduta in Nuova Zelanda. Non le è concesso di suonare il piano, sua unica consolazione. Ma con l’aiuto di un uomo all’apparenza rozzo, in realtà molto sensibile, il suo desiderio sarà esaudito. Tra loro nasce un particolare idillio che farà uscire di senno il marito. Dopo colpi di scena degni di un melodramma, il lieto fine è d’obbligo. ( Recensione di Tiziano Sossi)

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